Il mistero

di Tina Fiorentino | Il mistero di tanti sogni, di tante fantasie e di tanti pezzi di colorati puzzles che popolano le nostre notti, risiede nella nostra propensione Adleriana verso il superamento del sé. Fughe oniriche. Ma poi…Le proiezioni fantastiche e/o virtuali rincorrono il nostro “altro da sé “ che , staccandosi per tratti dal “consueto”, prova a costruire il positivo “io” in un contesto diverso ed evolutivo.Esse, In fondo sono la “manipolazione” dei desideri che proviamo inconsciamente a codificare nell’azione sociale e politica.Considerazione fortemente legata a delle consapevolezze che son acquisite nel corso della vita. È il percorso verso il superamento (innato) dei limiti che ci smaschera… oniricamente. Ma, purtroppo e sempre , tutto ciò viene divorato dalle convenzioni che riescono ad “ingabbiare” …non solo la creatività . Essa resta, a mio avviso, l’Unica fonte di ricchezza che, convivendo felicemente con la Ragione, può consentire, in una delicata simbiosi, il superamento del sé. Producendo ciò che i Grandi ci hanno regalato…La visione razionale e magica di Haussmann. ha cambiato il volto di Parigi nella seconda metà dell’ottocento; la nuova visione della trasformazioni urbane della Vienna del XIX secolo….etc, etc.Ed il mistero con la creatività, stranamente, diventa il propellente dello sviluppo. O della salvezza. Da cosa?Anche dalle delusioni d’un intorno che rincorre solo appagamenti effimeri.Basta crederci.

Il Pino di Lenne

di Tina Fiorentino | La località chiamata Pino di Lenne, comprende al suo interno il Bosco di Marziotta, parte della Riserva naturale Stornara. I caratteri naturalistici presenti definiscono il suo toponimo: una lunga spiaggia con la foce del fiume Lenne, proveniente dal territorio di Palagiano. L’ambiente ricorda ancora ciò che doveva essere una spiaggia naturale in cui sono presenti un sistema di dune e soprattutto una spettacolare pineta di Pino d’Aleppo. Il percorso del fiume Lenne fino allo sbocco a mare trova un’ incantevole e unico scenario incastonato tra i due moli. Lungo il fiume, navigabile per alcuni tratti con piccole imbarcazioni, è possibile sostare perché attrezzato con area pic-nic e godere di un paesaggio rigoglioso di vegetazione fluviale, fauna marina e volatile. Sarà possibile ammirare l’airone, uccello trampoliere dall’aspetto slanciato, e la gallinella d’acqua riconoscibile per il piumaggio nero e il becco giallo dotato di una cera rossa alla base dello stesso. A Pino di Lenne domina tuttavia il Pino d’Aleppo più antico d’Europa (Pinus halepensis), di oltre 300 anni.

Humanhood

di Tina Fiorentino | Wherever I go I see your walk Wherever I walk I see your footsteps Whenever I listen to I hear the echo of your words Whatever I say I find your deaf-dumbness Whatever I do I catch your empty hands Whoever I look at I loose your eyes And… When I finally find You… I can hardly breathe In our real world I know… You’re killing your consciousness And you think You’re not a part of the Universe Simply you exist Withouth living In the meanwhile Nature is falling apart Crying

Il Gargano negli occhi di mio padre

di Tina Fiorentino | “I colori si smorzano poiché il sole, che per un attimo offre un respiro di luce, è di già imprigionato da pesanti sudari di grigio. Lo sguardo avido dell’uomo scruta la natura lavica del posto, contorta disperatamente dal dolore di mille fremiti interni ed esterni. Almeno ci fosse un alito di vento a scuotere dal torpore le piccole buie concavità, i radi spinosi cespugli, le meschine macchine di erica, i cascinali deserti, i rami di mandorli che invano aspettano germogli” Tratto da “Un cervello pieno di pioggia” di F.P.Fiorentino Concorso libri inediti il “saggio “città” di Auletta a cura di Berniero Barra: Vincitore 1° Premio a Francesco Paolo Fiorentino Salta la bruma incolore e Fugge anch’essa Dalla minaccia del Demone Invisibile Che falsa le sue umide gocciole In tanti droplets E tenta di vestirsi goffamente di Rugiada che silente avvolge il respiro lo toglie lo soffoca e… Uccide Ma L’animo del poeta è lesto Balza dalla sua culla di emozioni Imbraccia la spada a difesa del dolore umano E Sferza colpi stacciando quel subdolo velo E Tenta di ricacciare nell’Oblìo il Demone senza nome Poeta Speranzoso … Che la lancia del suo verbo possa annientare L’inutilità del Male Che ha solcato oceani Trascinato da un vento involontario Le parole dei suoi versi Cadenzate nel suono del silenzio delle stanze di ghiaccio sono le uniche forme di vita che raggiungono sguardi senza voce Intanto In cuor suo sogna una pioggia infinita Calda e lenta Che inondi la terra E purifichi finanche i Pensieri. Attendismo deleterio e Un’incompiuta… che mai lo sguardo distratto vuol capire ed accettare. Mi riferisco all’affannoso gioco al massacro che i detentori di certezze (politiche?) perpetrano a danno dei popoli. Tutti. Unica forza, scambiata per arrogante e visionaria testimonianza dai banali mistificatori, è la Solitudine dei Sogni dell’Artista. Che non giudica. Osserva e annulla il suo sguardo nel banale e cavalca con le parole delle sue intuizioni sogguardando, libero e felice, il Mistero. Da svelare ed offrire a tutti…. Quale sia la reale missione sociale dell’Arte non è dato di sapere. La codifica ufficiale la relega in un’accezione generica di “settore” che sembra dover esser qualcosa (e qualcuno!) di cui “fruire”, solo nei momenti di godimento e passatempo. Ma non vi è luogo della terra e della memoria che non trovi scolpito nella sua Storia la testimonianza impressa dal suo sguardo del suo mood e dalle sue premonizioni.   A tutte le latitudini. L’artista traduce in musica, versi, danza e forme scultoree, il suo mondo dell’Oltre. Il velo delle donne, il manto avvolgente una femminilità nascosta, mai annullata, il riflesso dipinto del passo del viandante o del vecchio ricurvo sulla soglia… Le note brevi veloci di un canto lontano o la melodia di una timida arpa…Le cupole che spiccano nei cieli delle città o dei borghi assiepati sulle colline. Le immensità delle piramidi dall’Africa alle Americhe. I versi amari o gioiosi d’un poetare sognante. Ed ancora … Mentre il Potere logora anche i Fautori di nuova democrazia da propagandare e vendere ai popoli indifesi, il disastro inflitto alla Terra trova spazio di sopravvivenza ovunque. L’anima dei ghiacciai, il cuore pulsante delle foreste e il pullulare dei fiumi in piena inneggiano al diritto di sopravvivenza e, guarda caso, travolgono le certezze di tutti. Lasciando ferite profonde al ventre della Terra. Grido di libertà e dolore che lascia frammenti di vita ovunque. Ma “l’attesa dell’azione”, o meglio, “l’attendismo deleterio” infligge sempre ed ancora… Altri colpi con le pastoie incollate sulla carta, in un moto continuo di autodistruzione. Ed eccomi: camminare nell’aria dei cammini del nostra Terra; intrufolarmi nell’ombroso Gargano o nella piana delle Pianelle;  bagnare i pensieri nelle acque dei fiumi lenti e sornioni; scalare le colline dei monti per ritrovare l’animo di Federico II; ascoltare la musica della Natura che rifiorisce od il nitrito di cavalli liberi, nei prati dei nostri parchi; attraversare le sale dei nostri castelli con l’odore del Tempo che mi accompagna… Mentre l’eco della Storia mi suggerirà le sue parole immortali io sarò testimone che vi racconterà che l’Arte non è solo godimento dell’animo, ma è il racconto del Tempo che attraversa la Natura. E, come diceva mio padre, “L’Arte è il Grande Dolore della Ragione”.

Meravigliosità

di Tina Fiorentino | IO ED IL PAESAGGIO Nell’immaginario collettivo il Paesaggio è sempre stato percepito come quella parte di territorio godibile ed associato ad un sentimento di romantica “visione” che ci induce sempre all’ammirazione ed al suo godimento. Ma, nello svolgimento storico delle varie ed articolate composizioni di norme e leggi per il “funzionamento” e la conoscenza del Territorio, poco si è fatto affinché esso potesse essere considerato soprattutto un Sistema complesso dello stesso territorio.  Esso è parte integrante del nostro quotidiano e, pur salvaguardando tutta la sua peculiarità descritta e decantata da pittori e poeti, bisogna che il nostro approccio diventi più consapevole e ci induca a difenderlo e valorizzarlo. Sempre. FOTO C’è chi scrive sull’acqua e chi nel vento. Pochi scrivono su tangibili fogli da lasciare alla Storia. Quella vera. Non quella narrata nei libri scolastici che (ovviamente salvando tanto altro) hanno artatamente donato una testimonianza falsata del tempo che fu. E, mentre negli anni ’80 si cercava di porre degli argini all’aggressione sistematica del nostro habitat, l’ignoranza colpevole della frenesia dell’industrializzazione tout court creava mostri e cattedrali nel deserto disseminando disastri alle nostre acque, ai mari, boschi e coste alterando l’ecosistema in maniera irreversibile. -I Disastri (senza colpevoli!?) causati dalla Diga del Vajont p.e., oltre alle inondazioni apparentemente inspiegabili di grandi città; -I fumi tossici della terra dei fuochi o ancora… – la tabula rasa dei fondali[P1]  marini, martoriati in maniera imbelle e stolta… E… Si potrebbero scrivere pagine e pagine sulle modificazioni ambientali e territoriali irrazionali e distruttive. E c’è sempre qualcuno che giustifica la colpevole mano dell’uomo. Perché? I decisori imbrigliano le proprie mani nelle redini del controllo sulla Res Pubblica contribuendo comunque a rafforzare l’evanescenza della Verità. Dell’Essere. Dell’inconsistenza dell’azione umana quando è consapevole di sbeffeggiare la Natura. In nome del Profitto e delle leggi economiche. Aggredire i beni che la Terra offre; il Paesaggio che testimonia la “Meravigliosità” del nostro habitat; Il grido d’aiuto dei ghiacciai che sfarinano anche la durezza più stolta dell’uomo. Succede. Troppo spesso. In fondo, quello che rimane di tutti gli interrogativi, dubbi e nebulosità…è il senso estremo della violenza reiterata. Anche sulle nostre coscienze. Ed io ne sono consapevole e la combatto. Pur nella consapevolezza che posso solo transitare sulle incoerenze come su un velluto. Inerme… (il velluto!). Da tenere, perché “avuto in dote”…dalla condotta dubbia, ignorante e “revanchista” della politica cieca che ha “governato” le nostre città, i nostri beni architettonici, l’arte immortale, i nostri mari, i nostri boschi e le nostre coste risucchiate dall’incuria… Le nostre vite dovrebbero forse essere umilmente silenti, in nome di un destino voluto …Da Dio? Bella formula di ricatto religioso! Ecco perché continuerò a parlare, a raccontare allontanando questa coorte di venditori di noccioline che barattano la propria sopravvivenza per una manciata di leggi truffa che oggi, nel 2022, stanno smascherando l’inconsistenza dell’uomo nell’azione sociale e politica.

Basta pensare a fiume che se ne va verso il mare…nonostante la mano crudele dell’uomo

TERRITORIO di Tina Fiorentino | Il mistero di tanti sogni-di tante fantasie e di tanti pezzi di colorati puzzles che popolano le nostre notti- risiede nella nostra propensione Adleriana verso il superamento delle problematiche quotidiane. Rielaborazioni inconsce che non sono banali fughe oniriche. Le nostre proiezioni notturne ci condizionano nella nostra partecipazione alla trasformazione del nostro habitat. Tante volte inconsapevole. A volte colpevole. Il Territorio è troppo spesso un “altro da sé “che vediamo staccato da noi. Invece … Perché non provare a costruire il positivo “io” in un contesto diverso ed evolutivo? In fondo la “manipolazione” dei desideri che proviamo inconsciamente possono essere codificati nell’azione sociale ed una partecipazione che sia apporto continuo al benessere di tutti ad una trasformazione positiva. Considerazione fortemente legata a delle consapevolezze acquisite nel corso della vita…. Ma che appartiene a tutti! È il percorso verso il superamento (innato) dei limiti che deve smascherate l’inazione. Non solo oniricamente. Ma, purtroppo e spesso, tutto ciò viene divorato dalle convenzioni che riescono ad “ingabbiarci”…Frenando la creatività. Essa resta, a mio avviso, l’Unica fonte di ricchezza che, convivendo felicemente con la Ragione, può consentire, in una delicata simbiosi, il superamento dell’egoismo di sopravvivenza…Producendo ciò che i Grandi ci hanno regalato… La visione razionale e magica di Haussmann ha cambiato il volto di Parigi nella seconda metà dell’ottocento; l’incredibile visione delle trasformazioni urbane della Vienna del XIX secolo ha anticipato la innovativa struttura delle nostre città degli anni ‘60. Ed ancora… Il grido d’aiuto della Terra che stacca pezzi dal suo ventre per chiedere Aiuto. Ed il mistero con la creatività, stranamente, può essere il propellente dello sviluppo. Per frenare l’aggressione al Territorio che deve essere tutt’uno con l’essere umano. Così mirabilmente ideato ed attuato (creato!) da F.L.Wright! La salvezza del genere umano risiede nella consapevolezza che non è l’unica intelligenza del nostro Pianeta. Il nostro intorno è la MERAVIGLIA. La nostra! Basta crederci.

Son io pur sempre… aliunde

Mentre il caldo focolare raccoglie parole e polveri in semicerchio I versi si svolgono nelle sue ceneri Dove certezze senza forma si ordinano impietose Qualcuno grida  “ho vinto”….levando la mano pregna di vittoria Dall’angolo, a triangolo, il gatto si raggomitola Confusa la nebbia dietro i vetri, dove, a guisa di diapason, parole e musica trovano la fuga. E fuori La notte sbiadita in perle liquide, lenta e dolce squarcia le ultime luci Mentre il caldo focolare raccoglie parole e polveri in semicerchio Altrove Passa un amore, fuori nella notte. E guarda , curioso, oltre la nebbia Lacerando in silenzio sordo la sua musica inascoltata

Tempo

di Tina Fiorentino | Tempo, senza forma e colore,ti infrangi contro i falsari di veritàsenza che questi ne facciano tesoroTempo, senza forma e colore,ti insinui invisibilmente,senza argine alcuno da frapporre …tra la tua veemenza e l’imbecillità sguaiata.tempo, senza forme e colori,lambisci persino le svettanti sicumere….E poiAlla fine eSemprevinci

Ed intanto qualunque muore

di Tina Fiorentino | Ed intanto qualcuno muorecon le sue parolecon il suo incerto camminamento senza meta. O verso Mete presuntecon le moriture incolpevoli parole.E non  saEd articola un’effimerainutilenecessitàdi LibertàChe ha solo la forma dellaPrepotenzanel diffusoacuto profumo di benevolenza dovuta.Ed intanto si deforma la Dimensionedel sé e degli Altridel significato multiplo delleInvenzioniMentre, cupa e sorniona,l’incerta sconfitta si ricomponeEd il Tempo continua ad esplicarela Sordida ed ottusa cancrena della StoriaIl Potere dei Sedimenti-rinnegati o rifiutati-dilania qualunque forma di riscatto.Ed il Mondo rovesciatocomunque non solleva alcun lembo diLibertà.Essa resta sola.Ed resta sogguardata con timore.Da occhi senza luce.

Se

di Tina Fiorentino | Se dovessi banalmente seguire la rotazione e la rivoluzione continua dei percorsi di memorie ubriache, vinte e deluse dal potere indotto, mi soffermerei, a tratti, per motivare, per condannare, con linguaggio blasfemo -che ogni laico giustifica- le invasioni programmate -retaggi giustizialisti- contro gli sconfitti di sempre. Nella Mutazione generalizzata, fatti salvi gli interessi economici, -asservimento dei più- suffragata da istanze di trasparenza. Potrei vendere le Ragioni dei Vinti nella lotta. E scoprirei che l’altruismo la benevolenza, la saggezza non vincono l’aggressione violenta all’immaginazione ed alla fantasia. E “scoprirei” che le regole sono Sempre svendute all’incanto Per contrabbandare ogni forma di Sopravvivenza ( Mutuato da “Per una Democrazia perduta ovvero Un Prometeo che molti vogliono incatenato bene” di T. Fiorentino, Edizioni G. Laterza, Bari 2004)